domenica 9 settembre 2007

L'istituzione del male

“Distinguere tra uomini ed istituzioni” apparso in prima pagina sul giornale, leggo una frase a dir poco inquietante e che spero che non passi inosservata alla maggioranza del pubblico: “le banche sono le vere proprietarie dell’apparato produttivo del Paese” e inoltre, sempre riferendosi alle banche, “vanno salvate le istituzioni”. Che le banche siano le vere proprietarie dell’apparato produttivo del Paese, questo pochi lo sanno, ma è scandaloso solo a doverlo ammettere, qui addirittura viene pubblicato con tutta tranquillità e senza pudore, come fosse un pregio! Ma allora, mi chiedo, cosa ci stanno a fare in questo Paese i cittadini, il vero mondo, quello che lavora, che produce vera ricchezza e vero sostegno al Paese?! E cosa ci stanno a fare i governanti, di destra o di sinistra, se devono governare un Paese che non appartiene loro?! Come si fa a definire la Banca d'Italia un istituzione? “Bankitalia S.p.A.”, è una vera e propria società per azioni che ha acquisito la definizione giuridica di “Istituto di diritto pubblico” solo dal 1994, sebbene in realtà sia tuttora privata a tutti gli effetti e possa beneficiare di una totale indipendenza dal controllo pubblico, nonostante il suo stesso statuto, all’Art 3 sancisca che la maggioranza debba essere pubblica, mentre invece lo è solo per il 5% delle azioni, possedute dall’INPS ed il restante 95% sono gruppi bancari ed assicurativi. Quindi la Banca d’Italia è una banca a capitale privato, gestita in modo privato e nell’interesse dei suoi soci o partecipanti privati e senza alcun controllo democratico del Parlamento o del Governo. Tali soggetti, esercitando, in base ad un monopolio costituito per legge, poteri sovrani, influenzano fortemente l'economia, la politica, l'attività di governo.Se la Banca d’Italia continua ad essere libera dal controllo governativo e a mantenere una funzione sovrana e monopolistica per quanto riguarda l’emissione monetaria (denaro creato dal nulla su richiesta dello stato) e fissa e controlla a sua insindacabile discrezione il tasso ufficiale di sconto, al popolo che dovrebbe essere sovrano a tutti gli effetti, in base al primo articolo della Costituzione, e quindi sovrano anche sotto l'aspetto monetario, non gli resta che autodefinirsi “espropriato e schiavo" delle proprie ricchezze, ed il governo “servo” delle banche.

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