sabato 20 ottobre 2007

Il debito pubblico.

Il debito pubblico è come il peccato originale. Ogni individuo nasce e cresce con questo fardello. Si parla sempre di questo misterioso buco nero cosmico come un qualcosa di così malato da non poter essere curato. Un male profondo che coinvolge direttamente noi poveri cittadini, italiani fessi e paganti. Ogni finanziaria, ogni falsa riforma economica, aveva il pretesto di sconfiggerlo o di rimetterlo in carreggiata, ma nonostante tutto è ancora vivo e vegeto. Il debito pubblico è a prova di proiettile, di effetto serra e di ogni governo. La falsa messa in scena di tangentopoli, poi non ha fatto altro che scoprire un sistema clientelare che è sempre esistito e continua ad esistere oggigiorno. Ha lasciato sprofondare un sistema politico basato sulla truffa pubblica per crearne uno completamente identico ma finemente epurato e sdoganato dal passato. Oggi ci troviamo a dover affrontare politiche economiche che indeboliscono ogni livello dello stato sociale. Con l’ultima finanziaria il governo Prodi ha puntato ad un nuovo incremento di tasse a scapito dei più deboli e contribuirà ad un complessivo e inesorabile aumento dei poveri. Tutto lascia presagire la fine di un sistema economico al collasso. Entro quest’anno i poveri aumenteranno considerevolmente, ci troveremo ad essere paragonati alla crisi economica argentina di qualche anno fa. L’Italia, serva e schiava della comunità europea in politica economica e schiava degli Stati Uniti in politica estera, non farà altro che appoggiare campagne mirate ad indebolire ogni cittadino onesto, verrà sottratto quello di cui ha realmente bisogno mentre i signori del governo godranno di privilegi acquisiti che manterranno ed aumenteranno a dismisura.
Tutte le privatizzazioni, liberalizzazioni, esternalizzazioni delle aziende statali non faranno altro che arricchire i manager, Direttori Generali- ecc… con buone uscite miliardarie. Il problema di fondo è che la campana è suonata furbetti stanno arraffando tutto il possibile e rimarranno impuniti e contenti.

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