Congresso dell’Associazione canadese dell’economia - 2002 di Pierre Parisien.
[Traduzione a cura di Marco Saba - Testo originale in FRANCESE e testo originale in INGLESE]
Fu una rivelazione che influenzò profondamente la mia vita intellettuale. Una delle mie figlie seguiva un corso di economia a livello secondario. Avevo acquistato il libro di testo “Capire l’economia canadese” (di W. Trimble, edizioni Copp Clark Pittman) e poiché mia figlia sembrava poco intenzionata a leggerlo, decisi di leggerlo io per non sprecare i soldi dell’acquisto. Non avevo mai avuto il minimo interesse verso la scienza economica ma questo cambiò quando, giunto al sesto capitolo, “Moneta e tecnica bancaria”, ho letto le seguenti frasi: “I soldi più importanti sono il credito. Il credito più importante è il credito creato dal nulla dal sistema bancario. L’ottanta percento del volume d’affari in Canada usa questa moneta che in realtà non esiste. Le banche lo affittano, proveniente dal nulla, alle persone, e quando rientra ritorna nel nulla”. Fu una rivelazione che mi ha portato ad uno studio più approfondito dell’economia. Ma fu solo qualche tempo dopo che mi accorsi che il libro dedicava molte pagine al meccanismo di creazione di denaro dal nulla, ma non c’erano indicazioni su come questo denaro ritornasse nel nulla una volta ripagato. Ho cercato in lungo e in largo per l’informazione mancante. Ho guardato in testi accademici come ad esempio in “Money, Banking and the Canadian Financial System”, di H. H. Binkhammer, e in “Economics of the Canadian Financial System”, di Sharer, Chant e Bond, ma non ho trovato nulla che spiegasse come la moneta creata dalle banche ritornasse nel nulla. Finalmente sono giunto alla conclusione che le banche traggono il loro reddito principalmente dal riflusso di questo denaro fabbricato, mentre l’interesse che prendono non è che la ciliegina sulla torta. Per capire il riflusso bancario uno deve capire il principio della contabilità doppia: quando prendete a prestito 1.000 euro da una banca, questa iscrive 1.000 euro nel vostro conto osicché, in effetti, crea mille euro che prima non esistevano. Questa somma è un asset per voi poiché tete spenderlo, ma un passivo per la banca poiché deve darvelo a richiesta (o attraverso un prelievo o tramite un assegno). Considerando che questa banca garantisce migliaia di prestiti all’anno, è ovvio che tutte queste esposizioni manderebbero presto in bancarotta la banca se non ci fosse una controgaranzia per il passivo. Questa garanzia è il patrimonio che è di proprietà della banca. Quando prendete a prestito 1.000 euro quindi, la banca li crea due volte: una volta per voi – come esposizione della banca – ed una per sé stessa, il prestito – che è un attivo per la banca ed un passivo per voi. (A livello contabile, il prestito è già di proprietà della banca, ancor prima di essere rimborsato. Questo spiega perché, se non riuscite a pagare le rate del mutuo, la banca vende la vostra casa e si prende l’ammontare del prestito). Ora, ovviamente non avete preso in prestito questi mille euro per lasciarli fermi sul conto. Facciamo l’esempio che acquistiate della merce dal Sig. X e che paghiate con un assegno. Il Sig. X depositerà l’assegno in banca. La banca aggiungerà 1000 euro sul conto del Sig. X, un passivo per la banca, e creerà 1000 euro per sé, un patrimonio che viene aggiunto alla sua riserva. Ma la vostra banca è stata appena alleggerita di una esposizione di mille euro (da quando l’assegno è registrato) quindi il sistema bancario nel suo insieme non perde né guadagna. Quello che è semplicemente uno spostamento di un passivo da una banca all’altra viene presentato come fosse un nuovo passivo. La vostra banca dovrebbe cancellare mille euro dal suo attivo una volte per tutte, per essere in regola coi principi della contabilità doppia. Non ho trovato nessuna traccia del fatto che lo faccia e sono convinto che nessun ente di supervisione o auditing lo vada a controllare. (NdT: ecco perché in Italia la banca centrale ci tiene così tanto a mantenere i poteri di controllo e vigilanza sul sistema bancario… Cane non morde cane.) Se noi fondiamo mentalmente tutte le banche come se fossero una sola banca – la Grande Banca – il riflusso bancario diventa semplice e facile da comprendere: Per fare sì che la scrittura doppia sia integra, i cambiamenti nella colonna dell’attivo e quelli nella colonna del passivo devono sempre combaciare. I due devono aumentare e diminuire insieme e della stessa entità.
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[Traduzione a cura di Marco Saba - Testo originale in FRANCESE e testo originale in INGLESE]
Fu una rivelazione che influenzò profondamente la mia vita intellettuale. Una delle mie figlie seguiva un corso di economia a livello secondario. Avevo acquistato il libro di testo “Capire l’economia canadese” (di W. Trimble, edizioni Copp Clark Pittman) e poiché mia figlia sembrava poco intenzionata a leggerlo, decisi di leggerlo io per non sprecare i soldi dell’acquisto. Non avevo mai avuto il minimo interesse verso la scienza economica ma questo cambiò quando, giunto al sesto capitolo, “Moneta e tecnica bancaria”, ho letto le seguenti frasi: “I soldi più importanti sono il credito. Il credito più importante è il credito creato dal nulla dal sistema bancario. L’ottanta percento del volume d’affari in Canada usa questa moneta che in realtà non esiste. Le banche lo affittano, proveniente dal nulla, alle persone, e quando rientra ritorna nel nulla”. Fu una rivelazione che mi ha portato ad uno studio più approfondito dell’economia. Ma fu solo qualche tempo dopo che mi accorsi che il libro dedicava molte pagine al meccanismo di creazione di denaro dal nulla, ma non c’erano indicazioni su come questo denaro ritornasse nel nulla una volta ripagato. Ho cercato in lungo e in largo per l’informazione mancante. Ho guardato in testi accademici come ad esempio in “Money, Banking and the Canadian Financial System”, di H. H. Binkhammer, e in “Economics of the Canadian Financial System”, di Sharer, Chant e Bond, ma non ho trovato nulla che spiegasse come la moneta creata dalle banche ritornasse nel nulla. Finalmente sono giunto alla conclusione che le banche traggono il loro reddito principalmente dal riflusso di questo denaro fabbricato, mentre l’interesse che prendono non è che la ciliegina sulla torta. Per capire il riflusso bancario uno deve capire il principio della contabilità doppia: quando prendete a prestito 1.000 euro da una banca, questa iscrive 1.000 euro nel vostro conto osicché, in effetti, crea mille euro che prima non esistevano. Questa somma è un asset per voi poiché tete spenderlo, ma un passivo per la banca poiché deve darvelo a richiesta (o attraverso un prelievo o tramite un assegno). Considerando che questa banca garantisce migliaia di prestiti all’anno, è ovvio che tutte queste esposizioni manderebbero presto in bancarotta la banca se non ci fosse una controgaranzia per il passivo. Questa garanzia è il patrimonio che è di proprietà della banca. Quando prendete a prestito 1.000 euro quindi, la banca li crea due volte: una volta per voi – come esposizione della banca – ed una per sé stessa, il prestito – che è un attivo per la banca ed un passivo per voi. (A livello contabile, il prestito è già di proprietà della banca, ancor prima di essere rimborsato. Questo spiega perché, se non riuscite a pagare le rate del mutuo, la banca vende la vostra casa e si prende l’ammontare del prestito). Ora, ovviamente non avete preso in prestito questi mille euro per lasciarli fermi sul conto. Facciamo l’esempio che acquistiate della merce dal Sig. X e che paghiate con un assegno. Il Sig. X depositerà l’assegno in banca. La banca aggiungerà 1000 euro sul conto del Sig. X, un passivo per la banca, e creerà 1000 euro per sé, un patrimonio che viene aggiunto alla sua riserva. Ma la vostra banca è stata appena alleggerita di una esposizione di mille euro (da quando l’assegno è registrato) quindi il sistema bancario nel suo insieme non perde né guadagna. Quello che è semplicemente uno spostamento di un passivo da una banca all’altra viene presentato come fosse un nuovo passivo. La vostra banca dovrebbe cancellare mille euro dal suo attivo una volte per tutte, per essere in regola coi principi della contabilità doppia. Non ho trovato nessuna traccia del fatto che lo faccia e sono convinto che nessun ente di supervisione o auditing lo vada a controllare. (NdT: ecco perché in Italia la banca centrale ci tiene così tanto a mantenere i poteri di controllo e vigilanza sul sistema bancario… Cane non morde cane.) Se noi fondiamo mentalmente tutte le banche come se fossero una sola banca – la Grande Banca – il riflusso bancario diventa semplice e facile da comprendere: Per fare sì che la scrittura doppia sia integra, i cambiamenti nella colonna dell’attivo e quelli nella colonna del passivo devono sempre combaciare. I due devono aumentare e diminuire insieme e della stessa entità.
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