domenica 13 aprile 2008

Caro Popolo Quartese


3 maggio 2007 - 16:50 Ma che mani pulite

Mani pulite.Antonio Di Pietro compra due grandi appartamenti a Milano e Roma e li affitta al suo partito. di Gaetano Saglimbeni


La ingegnosa e redditizia trovata dell'ex pubblico ministero di "Mani pulite", oggi presidente della Italia dei valori e ministro per le Infrastrutture nel governo Prodi con i comunisti e l’estrema sinistra Antonio Di Pietro compra due grandi appartamenti a Milano e Roma e li affitta al suo partito: così, con i canoni, paga le rate dei mutui contratti con le banche Li ha fatti acquistare dalla società "An.to.cri." (intestata ai tre figli Anna, Toto e Cristiano), con il chiarissimo progetto di darli in locazione al partito della Italia dei valori da lui fondato e gestito. A rivelare agli italiani la singolare operazione immobiliare, che sembra uscita dalla mente creativa di uno dei tanti "furbetti di quartieri e quartierini" di cui sono piene le cronache finanziarie e politiche degli ultimi anni, è stato il quotidiano economico "Italia Oggi", sulla base delle indicazioni fornite dagli stessi parlamentari e uomini di governo nella denuncia dei redditi. Niente di illegale, ma è stato certo un grosso affare, di sicura resa finanziaria e patrimoniale. A condurre il quale è stato in prima persona chi era nello stesso tempo proprietario (o il padre dei proprietari) dei due immobili e inquilino, contrattando in pratica con se stesso l'entità dei canoni. "Non c'è stato, non c'è e non può assolutamente esserci conflitto di interessi", assicura il ministro ex magistrato.L'ex magistrato di “Mani pulite” Antonio Di Pietro, presidente del mini-partito della Italia dei valori e ministro per le infrastrutture nel governo Prodi, al centro delle polemiche per i due appartamenti acquistati a Milano e Roma da una società intestata ai suoi tre figli e dati in affitto al partito da lui fondato e gestito, con il ben congegnato progetto di coprire con i canoni di locazione (pagati con il finanziamento pubblico dei partiti, e cioè con le tasse che paghiamo noi cittadini) le rate dei mutui contratti. Un affarone, certo, ideato e portato a termine con ingegnosa maestria da un ministro ex magistrato che in fatto di disponibilità finanziaria non deve passarsela male, se nella dichiarazione dei redditi fatta nel 2006 per il 2005 (anno in cui non era ancora al governo, ma semplice parlamentare europeo, oltre che presidente del minuscolo partito della Italia dei valori) ha dichiarato il non disprezzabile reddito di 187.716 euro. E proprio da quella denuncia dei redditi, depositata dai parlamentari e uomini di governo al momento del loro insediamento e quindi agli atti ufficiali della Camera e del Senato, è partita l’indagine-rivelazione pubblicata con grande risalto (e una certa inquietudine negli ambienti delle sinistre-Ulivo) dal quotidiano economico-finanziario “Italia Oggi”.

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